Il keniano Isaac Kipkemboi Too (Run2Gether) vince la 21^ edizione della Cortina-Dobbiaco Run con il tempo di 1:38’47’’

Tra le donne l’etiope Meseret Engidu Ayele (GS Il Fiorino) taglia per prima il traguardo di Dobbiaco.

Questa mattina sono partiti, alle ore 8:00 dal Corso Italia, all’ombra del campanile di Cortina d’Ampezzo, 2500 runner provenienti da tutta Italia. I corridori hanno affrontato i trenta chilometri immersi nello spettacolo naturale delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, un “viaggio” lungo l’antico tragitto della ferrovia che univa la regina delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo a Dobbiaco. In Corso Italia, alle ore 8 precise è stato dato il via al primo gruppo di runner.  Nei primi chilometri sono stati Rodgers Maiyo, Evans Kipkorir Kiptum, Isaac Kipkemboi Too, Markus Ploner e Said Boudalia a prendere il comando della gara. Anche nella prima parte della salita verso il passo Cimabanche, il gruppo era ancora compatto.Doppiato il passo Cimabanche è iniziata la lunga discesa verso il traguardo posto all’interno del Parco del Grand Hotel di Dobbiaco. In discesa Isaac Kipkemboi Too e Rodgers Maiyo hanno aumentato il ritmo guadagnando secondi preziosi sugli inseguitori. Al lago di Landro, Isaac Kipkemboi Too aveva già qualche metro su Rodgers Maiyo mettendo anche un buon margine su  Evans Kipkorir Kiptum e Markus Ploner. 
Isaac Kipkemboi Too, al lago di Dobbiaco aumenta ancora il ritmo e vola da solo senza rivali verso il traguardo del Grand Hotel.Isaac Kipkemboi Too entra nel rettilineo finale in perfetta solitudine e incitato da due ali di folla ferma il cronometro con il tempo di 1:38’47’’ Rodgers Maiyo e Evans Kipkorir Kiptum arrivano rispettivamente in seconda e terza posizione. Gli italiani Markus Ploner e Said Boudalia sono quarto e quinto.Per quanto riguarda la gara femminile Meseret Engidu Ayele (GS Il Fiorino) ha gareggiato sempre al comando, da segnalare che l’etiope è sempre stata tra le prime dieci posizioni assolute. Alle sue spalle Barbara Bani. Nella lunga discesa che portava al lago di Dobbiaco la Meseret ha lasciato andare le gambe e ha provato ad aumentare ancora il ritmo seguendo l’andatura dei compagni di fuga. Sul traguardo di Dobbiaco Meseret Engidu Ayele ferma il cronometro in 1:48’35’’ mentre alla sue spalle, Barbara Bani finisce la sua lunga cavalcata con il tempo di 2:02’37’’ e conferma la seconda posizione. La bellunese Sara Mazzucco è in terza posizione con il tempo di 2:06’14’’. 
Va in archivio questa 21^ edizione della “Corsa delle Dolomiti”, la festa della corsa ė stata anticipata sabato mattina da Cammina Gustando, una camminata enogastronomica che ha portato i partecipanti alla scoperta del Lago di Dobbiaco, gustando il meglio dei prodotti tipici dell’Alto Adige preparati dallo chef stellato Chris Oberhammer del Ristorante Tilia di Dobbiaco.
Nel pomeriggio di sabato, all’interno del Green Village, l’attore Sebastiano Gavasso, sulle immagini della Cortina Dobbiaco Run, ha interpretato un brano tratto del libro di Roberto Di Sante “Corri dall’inferno a Central Park”. Un momento emozionante che ha tradotto in un’opera teatrale all’aperto gli ultimi metri della maratona di New York corsa da Roberto Di Sante.
Un altro momento molto toccante è stato il racconto della storia di Sergio Cariati, che ha corso la sua prima Cortina Dobbiaco Run, in memoria della moglie, Emanuela Doddi, prematuramente scomparsa. Emanuela grande atleta aveva vinto la prima edizione della Corsa nelle Dolomiti del 23 luglio 2000.
Gianni Poli, organizzatore della Cortina Dobbiaco Run è molto contento di come si è chiusa questa 21 edizione. «Portare a termine la “Corsa nelle Dolomiti” – ha raccontato Poli –  non è stato semplice, spostare la data a settembre era l’unica soluzione per riuscire a dare continuità al nostro evento. Il prossimo anno tutto ritornerà alla normalità con la data a giugno e il programma sarà completo». «Abbiamo ricevuto molti complimenti da parte dei concorrenti – ha concluso il vincitore della maratona di New York – per come abbiamo gestito questa particolare edizione. La soddisfazione dei nostri atleti mi rende orgoglioso e non posso fare altro che girare questi ringraziamenti a tutto il mio staff organizzativo».

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