LA STORIA DI SIMONE CARNIGLIA: essere il primo diabetico al mondo a correre tutte le 6 Majors sotto le 2 ore e 45 minuti.

Non mi sono mai “esposto” così tanto pubblicamente, ma credo che sia giunto il momento di farlo per una buona causa che mi sta molto a cuore.

Il mio obiettivo è ispirare quante più persone possibili ad adottare uno stile di vita sano e sensibilizzare ed informare su una patologia spesso sottovalutata, ma che colpisce ogni anno milioni di persone e che (ad oggi) può essere trattata, ma non curata.

Se il mio post, molto lungo, ti risultasse di ispirazione, piuttosto che i complimenti o un like sui social, considera di donare anche solo 1$ alla mia raccolta fondi per la ricerca, sarebbe molto più utile (non ci sono minimi).

Se avessi ricevuto 1$ per ogni like avrei già superato ogni aspettativa.

Trovi il link

http://www2.jdrf.org/goto/6MajorsWithT1D

Evitate commenti ironici, sono consapevole che i miei tempi non sono nulla di straordinario, ma sono comunque di tutto rispetto per un amatore e piuttosto fuori dal comune con la mia patologia e le sue problematiche da considerare.

La patologia in questione è il Diabete di Tipo 1, malattia autoimmune che può colpire ad ogni età, ma soprattutto i più giovani, la quale mi è stata diagnosticata nel Settembre 1999, quando avevo 12 anni, cambiandomi per sempre la vita.

I diabetici come me infatti sono costretti a monitorare 24/24 la glicemia, ed intervenire con diverse iniezioni giornaliere di Insulina (che il nostro corpo non produce più) solo per restare in vita.

Ogni pasto va valutato e prima di poterlo consumare è necessario valutare la terapia annessa, le notti sono spesso insonni a causa di una maggiore necessità di bere e urinare rispetto a una persona normale, e queste sono solo due delle continue sfide a cui siamo sottoposti.

Ho sempre praticato sport di squadra per divertimento e per migliorare il controllo della malattia, ma nel 2017 ho smesso a causa di un infortunio. Dopo mesi di inattività ho guadagnato moltissimo peso, arrivando a pesare circa 125 Kg (foto allegata) . Nell’ottobre 2018 degli amici mi hanno invitato a correre una 10km che si sarebbe tenuta pochi giorni dopo….ho risposto loro che non sarei mai stato in grado di correre 10km di fila, ma ci ho provato e nonostante non fossi allenato sono riuscito a portarla a termine e da li è nato il mio amore per la corsa.

Domo circa sei mesi ho corso la mia prima maratona, chiudendola in meno di 3:30:00 e a Novembre 2019, poco più di un anno dopo che avevo iniziato a correre, ho concluso la mia prima maratona sotto le 3 ore a Firenze, in 2:54:49!

Da li non mi sono più fermato e il mio obiettivo è diventato quello di correre le 6 più importanti maratone del mondo, le 6 World Marathon Majors (Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York).

Finora, nonostante il COVID abbia rallentato i miei piani, ho corso 10 maratone in tutto, di cui 4 delle 6 Majors, con un miglior tempo di 2:38:21 registrato a Chicago 2022 (dove mi sono classificato 3° tra gli italiani come a Boston) e un tempo peggiore di 2:41:09, mantenendo una media tra le 4 di 2:39:58 (appena sotto le 2:40).

Questo autunno correrò le restanti 2 a Berlino e New York, e tenterò di farlo il più velocemente possibile per stabilire un record mondiale: essere il primo diabetico al mondo a correre tutte le 6 Majors sotto le 2 ore e 45 minuti, possibilmente mantenendo il tempo medio inferiore alle 2 ore e 40 minuti. Infatti finora al mondo, tra le migliaia di “6 stars finishers” solo circa 50 persone ci sono riuscite, tra le quali nessuna soffre di Diabete.

Il compito sarebbe già sufficientemente duro per un qualsiasi corridore amatore di discreto livello, ma per un diabetico è ancora più impegnativo.

Durante una maratona un diabetico ha diversi fattori aggiuntivi da tenere in considerazione: deve controllare continuamente i livelli di zucchero nel sangue per restare al sicuro, non svenire e poter sfruttare al massimo le energie in gara. Un diabetico è più soggetto a disidratazione e crampi durante l’attività fisica, soprattutto se i livelli di glucosio non sono perfetti. Ho sperimentato tutte queste situazioni in allenamento e in gara.

Questo perché con il Diabete di Tipo 1, il pancreas smette di produrre insulina, ormone essenziale anche per trasformare il cibo in energia.

Ho scelto inoltre di fare questo supportando con una raccolta fondi JDRF, la più grande ONLUS al mondo che finanzia la ricerca di una cura per il Diabete, e non lo faccio per ottenere un pettorale per le ultime due gare, li ho già entrambi, me li sono guadagnati con i miei risultati e li ho pagati da solo.

Simone Carniglia

Lo faccio perché credo nella ricerca scientifica e questa mi sta fortemente a cuore. Questa ONLUS è in grado di finanziare le migliori ricerche al mondo, e lo ha fatto anche in Italia come puoi leggere qui sotto.

Al momento ci sono oltre 4 milioni di finanziamento stanziati solo in Italia, e più di 200 in tutto il mondo:

https://dri.hsr.it/…/jdrf-supporta-dri-milano-un…/

Ti ricordo che questa è la mia pagina di raccolta fondi:

http://www2.jdrf.org/goto/6MajorsWithT1D

Dal momento che la onlus è americana le donazioni vanno fatte in dollari, ma un dollaro è meno di un euro.

Anche la pagina è in inglese ma sotto vi è anche la traduzione in Italiano, così come nel video YouTube, se attivati, ci sono i sottotitoli in italiano (mi scuso per la cattiva qualità del Video, ma era il primo che abbia mai fatto e non avevo un “copione”)

Se sei interessato a seguire il mio percorso puoi seguirmi anche su Instagram, dove condivido pillole informative e le problematiche quotidiane di un Atleta con il Diabete, su Strava, dove condivido tutte le mie corse e su YouTube, dove caricherò brevi video informativi.